Viviamo in un tempo in cui la spinta al godimento immediato sembra dominare ogni ambito dell’esistenza: tutto deve essere rapido, disponibile, consumabile. Questa “dittatura del godimento” finisce però per impoverire lo sguardo, ridurre la profondità delle relazioni e spegnere la tensione verso ciò che ancora non c’è ma potrebbe essere. Il desiderio, ridotto a bisogno da soddisfare o a un immagine artificiale di perfezione disincarnata, perde la sua natura più propria: quella di forza generativa, slancio creativo, apertura al possibile
Di fronte alle sfide che questo tempo impone – al mondo adulto e tanto più a quello giovanile – il festival intende investire sulla rinascita del desiderio, per recuperarne il ruolo di motore simbolico e affettivo capace di orientare la vita e le comunità.
Intervengono Vittoria Lugli, psicoterapeuta sistemico relazionale
Lorenzo Bassani, Neuropsichiatra Infantile


